• Andrea Alessi  ...l’arte di Lughia è atemporale…è simbolo di essoterismo e misticismo…è il principio spaziale….Il micro mondo di Lughia riflette un macro universo nel quale si rispecchia il nodo della creazione...

  • Lanfranca Braganza  ...Lughia riattiva quella memoria cellulare caduta nell’oblio; ci parla dell’infinita saggezza di quel rapporto privilegiato dell’Uomo con la Natura: Grande Madre e Grande generatrice di eventi incontrollabili....risveglia il nostro inconscio, ci circonda l’ineffabile bellezza del Silenzio....un silenzio dorato, assoluto, fatto di vibrante attesa di Gaia e di Urano!...

  • Marcello Carriero  ...la sua calviniana collezione di sabbie è quasi una Monument Valley privata da percorrere da soli, in silenzio.  Eppure un suono c’è, ed è il suono dei nostri pensieri che cadono come granelli di sabbia dentro una clessidra…

  • Vitaldo Conte  ...le memorie  orientali si armonizzano con il rigore costruttivo occidentale, addolcito da apparenze mediterranee...  Questa proposta rappresenta una espressione  controcorrente, alternativa ai canali privilegiati del sistema italiano dell’arte con le logiche dei suoi mercati e  prodotti  “pastorizzati”...

  • Elisa Magri  ...le creazioni o creature che Lughia  compone, sorprendentemente ed emotivamente avvolgenti, sono dei luoghi-miraggi arcaici e bellissimi, magici e profusi di sacralità...

  • Arianna Mercanti  ...Lughia rievoca la tradizione di strutture passate, quasi archetipi culturali in cui il potere simbolico dell’assenza crea uno spazio meditativo in cui il flusso del tempo si sospende...

  • Stefania Missio  ...gli antichi greci sostenevano che il movimento degli astri provoca una musica celestiale. Lughia, d’accordo con essi, capta e sceglie, ode e raccoglie,  comprende e si fonde con l’armonia dell’etereo e del solido...

  • Caterina Nobiloni  ...la creatività di Lughia si dipana lungo forme sinuose e seducenti che ramificano nello spazio secondo le leggi della visionarietà più spontanea e libera, dando vita a questi labirintici e precari “assetti litici” i quali, sfacciatamente, sfidano la forza di gravità nella certezza di più interessanti ed ulteriori equilibri universali. La sua ricerca è improntata ad una densa carica spirituale, temprata da una logica, non tanto di matrice razionale quanto, invece, di matrice onirica e per questo estremamente più coercitiva e rispondente alle dinamiche del sentire...

  • Lorenzo Ostuni  ...solo le pietre dell’anima possono evidenziare l’anima della pietra. Lughia, esentata da ogni razionalizzazione, conosce e attua questo principio in maniera stupefacente nelle sue composizioni circolari di pietre e sabbia. Cerchi sacri dove ciascuno percepisce indecifrabili incanti, capaci di parlare dell’anima..... Lughia lavora francescanamente su queste strutture primarie del pianeta con la disarmante semplicità di un antico e misterioso amanuense...

  • Paolo Portoghesi  ...le civiltà orientali, più che non quelle occidentali, attribuiscono alle cose materiali un’anima. Questo è esattamente quello che Lughia fa. Da una parte cerca i sassi, dall’altra li compone con il grande insegnamento che viene dall’osservazione della terra recuperando in qualche modo alcune valenze di quell’arte preistorica che noi oggi osserviamo come qualcosa di lontanissimo da noi, ma che a volte sentiamo attualissimo per il respiro cosmico che l’arte iniziale dell’uomo ha avuto...

  • Giuseppe Salerno  ...Lughia non pone, come gran parte dell’arte contemporanea, interrogativi,  non scandalizza, non destabilizza.... crea piuttosto luoghi che vanno incontro a quella ricerca di trascendente che caratterizza questa nostra società inquieta in cerca di risposte a domande spesso non formulate.... Lughia lavora su livelli della coscienza molto profondi che ignorano le contingenze del quotidiano. Viaggia nell’assoluto..... I suoi paesaggi vivono in un tempo sospeso dove il divenire lento e inesorabile si rapporta all’immobilità dell’eterno...